RISO, SERVONO INVESTIMENTI SULLA RETE IRRIGUA E CONTRATTI DI FILIERA

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30 luglio 2026

Tavolo riso, Legacoop Agroalimentare: "Investimenti sulla rete irrigua, contratti di filiera e reciprocità nelle importazioni per valorizzare il riso italiano"

 

  • Al tavolo Riso del Masaf emersa la necessità di rafforzare gli strumenti di programmazione.
  • Andrea Baltera Bocchione (referente del settore risicolo Legacoop Agroalimentare): "La filiera risicola deve poter contare su infrastrutture adeguate e su strumenti capaci di integrare produzione e trasformazione, garantendo equa distribuzione del valore e valorizzazione della qualità italiana"

 

ROMA 30 luglio 2026 - Investire sulla rete irrigua, potenziare i contratti di filiera e pretendere reciprocità nelle regole della concorrenza internazionale. Sono le priorità indicate da Legacoop Agroalimentare al Tavolo Riso, riunito oggi presso il Gabinetto del ministro dell'Agricoltura per fare il punto sulla filiera risicola nazionale, tra areali in leggera crescita e nuove sfide di mercato. Per Legacoop Agroalimentare hanno partecipato il referente del settore risicolo Andrea Baltera Bocchione e Gabriel Cecchini responsabile settore cerealicolo.

"Registriamo un lieve incremento degli areali a livello nazionale, pur con andamenti differenziati tra i diversi territori. Questa evoluzione rende ancora più evidente la necessità di investire sulla rete irrigua, che risulta oggi sottodimensionata rispetto alle esigenze produttive. Allo stesso tempo e' necessario rafforzare gli strumenti di integrazione della filiera, a partire dai contratti di coltivazione, che consentono una più stabile valorizzazione dei benefici economici condiviso tra i diversi soggetti coinvolti", ha dichiarato Baltera Bocchione.

Areali in crescita e rete irrigua. Nel corso della riunione e' emersa dai dati Ismea una tendenza al lieve aumento delle superfici coltivate a riso a livello nazionale, seppure con un andamento disomogeneo tra i diversi areali produttivi. In questo contesto, Legacoop Agroalimentare evidenzia come la disponibilità e la gestione della risorsa idrica rappresentino una delle principali condizioni per garantire il comparto. Per questo risultano necessari investimenti mirati e programmati sulla rete irrigua, al fine di adeguarla alle esigenze produttive attuali e future della risicoltura italiana.

Contratti di filiera e cooperazione. Per Legacoop Agroalimentare e' importante estendere l'utilizzo dei contratti di filiera anche al settore risicolo, dove tale strumento non ha ancora raggiunto una diffusione paragonabile a quella di altre filiere agricole. La risicoltura e' infatti chiamata ad affrontare le stesse esigenze di programmazione, valorizzazione e stabilizzazione dei rapporti economici che interessano il resto dell'agroalimentare nazionale. Tali contratti rappresentano la reale alternativa alle Borse Merci nella determinazione dei valori e dei prezzi, e si pongono in piena coerenza con lo spirito della cooperazione, in quanto orientati all'integrazione della filiera, al collegamento organico tra la fase produttiva e le successive fasi di trasformazione e commercializzazione, e all'equa ripartizione del valore generato lungo la filiera stessa.

Promozione internazionale ed etichettatura d'origine. Legacoop Agroalimentare esprime apprezzamento per l'impegno del Ministero nella promozione e nella divulgazione all'estero del riso italiano e delle sue specificità qualitative. In questo quadro e' stata valutata positivamente anche l'iniziativa del nuovo Festival Internazionale del Riso Risò di Vercelli che avrà la sua seconda edizione (11-13 settembre), ritenendola una importante occasione di promozione internazionale del comparto anche attraverso il coinvolgimento di qualificati ospiti e operatori esteri.

L'organizzazione ha inoltre condiviso l'impegno volto a rafforzare la valorizzazione commerciale del prodotto attraverso strumenti di etichettatura e certificazione capaci di distinguere chiaramente il riso la cui intera filiera, dalla produzione alla lavorazione fino al confezionamento, si svolga in Italia, rendendo immediatamente riconoscibile l'origine nazionale e il valore aggiunto del sistema produttivo italiano.

Tutela del prodotto e reciprocità nelle importazioni. All'attività di promozione e valorizzazione deve accompagnarsi un parallelo rafforzamento degli strumenti di tutela del prodotto nazionale rispetto alle importazioni. Infatti, come la concorrenza internazionale deve svolgersi nel rispetto del principio di reciprocità, garantendo che i prodotti importati siano ottenuti secondo standard equivalenti a quelli richiesti ai produttori italiani ed europei sotto il profilo agronomico, fitosanitario, ambientale e della tutela dei lavoratori.

In questa prospettiva, l'organizzazione ritiene opportuno valutare a livello europeo strumenti in grado di assicurare condizioni di concorrenza coerenti con tali principi, salvaguardando così filiera risicola nazionale.

 




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