GRANO, MICHELINI: AUMENTO DELLE PRODUZIONI NON SIGNIFICA AUMENTO DEL REDDITO. SERVONO CONTRATTI DI FILIERA, SEME CERTIFICATO E INNOVAZIONE

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21 luglio 2026

Tavolo grano, Legacoop Agroalimentare: "Contratti di filiera pluriennali, seme certificato e innovazione per contrastare il crollo dei prezzi"

 

  • Franco Michelini (vicepresidente Legacoop Agroalimentare): "L'aumento delle produzioni non si traduce in reddito per gli agricoltori. Servono strumenti strutturali per valorizzare il grano italiano e garantire sostenibilità economica lungo tutta la filiera"

 

ROMA 21 luglio 2026 - Le rese di grano crescono, ma il crollo dei prezzi annulla i benefici per gli agricoltori. E' il quadro emerso oggi al Tavolo Grano, riunito presso il ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per fare il punto sull'andamento della campagna cerealicola e sulle dinamiche di mercato. Per Legacoop Agroalimentare ha partecipato il vicepresidente Franco Michelini, affiancato dal responsabile del settore cerealicolo Gabriel Cecchini, che ha ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti di valorizzazione della filiera cerealicola attraverso contratti di filiera pluriennali, diffusione del seme certificato e investimenti nell'innovazione.

"I dati confermano una campagna quantitativamente e qualitativamente positiva, ma il forte calo dei prezzi annulla e supera i benefici derivanti dalle maggiori rese. E' necessario costruire strumenti che distribuiscano equamente il valore lungo la filiera e garantiscano redditività alle imprese agricole", ha dichiarato Michelini.

Produzione positiva, ma margini sotto pressione. Nel corso del Tavolo e' emersa una tendenza all'aumento della produzione rispetto allo scorso anno, con incrementi stimati tra il 10% e il 20%, e una qualità diffusamente conforme agli standard richiesti dalla trasformazione industriale, risultati ottenuti anche mediante tecniche di lavorazione blande e in grado di migliorare la sostanza organica, sulle quali e' opportuno rafforzare l'impegno di ricerca di verifica e studio.

L'andamento climatico e' stato mediamente favorevole nella fase della raccolta, pur in presenza delle elevate temperature registrate tra fine maggio e giugno, mentre alcune criticità si sono manifestate durante le semine autunnali in specifici areali, dove il grano e' stato in parte sostituito da orzo, girasole o colture primaverili.

A fronte di risultati produttivi incoraggianti, Legacoop Agroalimentare ha evidenziato come il calo delle quotazioni del grano, unito all'aumento dei costi energetici e dei mezzi tecnici, stia comprimendo in maniera significativa i margini economici delle aziende agricole. Secondo le elaborazioni Ismea 2025 sul grano tenero, i costi complessivi di produzione ammontano a circa 1.427 euro per ettaro, a fronte di una Produzione Lorda Vendibile (Plv) di circa 1.448 euro per ettaro: appena 21 euro di margine a cui sommare i contributi Pac e nazionali percepiti dalle singole imprese agricole. In questo quadro, l'insieme dei costi di lavorazione meccanica e manodopera incide, secondo i dati Ismea, per il 30% dei costi complessivi, incidenza che può essere ridotta con l'introduzione di tecniche innovative.

Contratti di filiera e cooperazione. Per Legacoop Agroalimentare la risposta più efficace consiste nella diffusione dei contratti di filiera pluriennali, capaci di garantire programmazione, stabilità e valorizzazione della produzione nazionale.

In questo contesto, la cooperazione di trasformazione rappresenta il naturale prolungamento dell'impresa agricola verso il mercato, assicurando o contribuendo significativamente al ritiro del prodotto, alla programmazione delle produzioni e alla valorizzazione dell'origine italiana. Tali elementi distintivi, tuttavia, possono essere garantiti solo da un adeguato riconoscimento economico del prodotto coltivato: il rischio concreto e' che molti produttori siano indotti ad abbandonare la coltivazione del grano per orientarsi verso colture economicamente più remunerative.

Seme certificato, Tea e innovazione. Michelini ha sottolineato l'importanza della diffusione del seme certificato e del continuo miglioramento genetico delle varietà coltivate. La pratica dell'autoproduzione della semente, motivata da un risparmio immediato stimato intorno al 40% del costo di acquisto, si traduce in una riduzione della produttività e della qualità medie del prodotto, con ricadute economiche negative che superano il risparmio iniziale.

Legacoop Agroalimentare ha inoltre espresso sostegno alle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea), considerate uno strumento fondamentale per aumentare la resilienza delle colture, migliorarne la sostenibilità economica e ambientale e favorire l'innovazione del comparto.

Stoccaggi, Fondo Sovranità Alimentare e Cun. E' stata inoltre richiamata l'attenzione sul tema dei costi di stoccaggio sostenuti dal sistema cooperativo, chiamato a ritirare il prodotto in poche settimane per conservarlo e commercializzarlo durante tutto l'anno: una funzione essenziale per la filiera, che richiede adeguate condizioni economiche e tempi di rientro sostenibili, anche alla luce degli investimenti realizzati attraverso il Pnrr.

Per quanto riguarda la Commissione Unica Nazionale (Cun), il confronto sviluppatosi nel corso della riunione ha contribuito a evidenziare, ad avviso di Legacoop Agroalimentare, che l'organismo può trovare piena efficacia solo se il prezzo in esso determinato viene effettivamente assunto come riferimento dagli acquirenti sul mercato. Diversamente, la Cun rischia di rimanere un vincolo operativo unicamente per le cooperative nei confronti dei propri soci conferenti, determinando uno iato tra valore reale di mercato e valore Cun.

Controlli e Coltiva Italia. Legacoop Agroalimentare ha espresso il suo apprezzamento per l'attività di controllo realizzata dall'Icrf, che era stata illustrata all'inizio della riunione, a tutela della filiera. Infine, prendendo atto dell'annuncio del Ministro circa la prevista approvazione definitiva del Coltiva Italia nel mese di ottobre e l'avvio della messa a terra dei relativi investimenti a partire da gennaio 2028, l'organizzazione esprime fiducia circa la capacità del sistema nazionale di garantire il più efficace e produttivo impiego delle risorse che saranno rese disponibili.




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