CALDO ESTREMO E CLIMA, LA MAPPA DI LEGACOOP AGROALIMENTARE DELLE SOFFERENZE IN AGRICOLTURA E PESCA
NotizieIl clima estremo sfida agricoltura e pesca italiane: cosa succede lo dice una indagine di Legacoop Agroalimentare
- Danni da Nord a Sud: moria
di pesci in Sardegna, colture bloccate in Emilia-Romagna, campi devastati
in Piemonte, crisi idrica in Sicilia e cuneo salino in Veneto.
- Le alte temperature avranno
un impatto sulla quantità di frutta prodotta. Ad oggi, per le produzioni
fino al 15 di agosto si prevede una riduzione di peso del 10% e un impatto
sui calibri e sulle dimensioni. Questo si rifletterà positivamente sul
livello qualitativo.
- Cristian Maretti (presidente Legacoop
Agroalimentare): "Quello che ci arriva dai territori e' un quadro che non
lascia più spazio a dubbi, situazioni diverse che raccontano la stessa
emergenza climatica. Le nostre cooperative stanno investendo in
tecnologia, ma non basta più. Serve un impegno pubblico, serve affrontare
con urgenza il nodo delle assicurazioni agricole e servono risposte
strutturali a un problema strutturale".
ROMA
15 LUGLIO 2026 Un'estate segnata da temperature record, da una
siccità che non allenta la presa e, in parallelo, da fenomeni temporaleschi
improvvisi e violenti. E' la fotografia che arriva dalle cooperative associate a
Legacoop Agroalimentare nei diversi territori italiani, dove il cambiamento
climatico si conferma la principale emergenza strutturale per l'agricoltura,
l'agroindustria e la pesca del Paese. "Quello che ci arriva dai territori e' un
quadro che non lascia più spazio a dubbi: siccità, caldo estremo e fenomeni meteorologici
improvvisi e violenti si stanno sommando, colpendo insieme agricoltura, pesca e
acquacoltura, da nord a sud del Paese. Situazioni diverse che raccontano la
stessa emergenza climatica", dichiara Cristian
Maretti, presidente di Legacoop
Agroalimentare.
"Le
nostre cooperative stanno investendo in agricoltura di precisione, in nuove
fonti di approvvigionamento idrico e in strumenti di monitoraggio, ma da sole
non bastano più. Serve un impegno pubblico deciso su invasi e infrastrutture
irrigue, servono modelli di valutazione degli stock ittici che tengano conto
delle variabili climatiche, e serve affrontare con urgenza il nodo delle
assicurazioni agricole: oggi solo una minima parte delle coltivazioni italiane
e' coperta da polizze contro gli eventi estremi, e questo lascia troppe imprese
sole di fronte ai danni", aggiunge Maretti. "Come cooperazione continueremo a
fare la nostra parte, ma il cambiamento climatico e' ormai una sfida strutturale
che richiede risposte altrettanto strutturali".
Pesca:
gli stock ittici vanno valutati con i nuovi parametri climatici. Il comparto ittico sconta in modo sempre più diretto gli
effetti della crisi climatica, che sta modificando la distribuzione,
l'abbondanza e i cicli biologici delle specie marine. I tradizionali modelli di
valutazione degli stock, tarati su condizioni ambientali stabili, mostrano oggi
evidenti limiti nel cogliere la rapidità delle trasformazioni in atto negli
ecosistemi marini. Per Legacoop Agroalimentare e' ormai indispensabile integrare
stabilmente nelle attività di assessment le variabili ambientali - temperatura
delle acque, acidificazione, variazioni di salinità, disponibilità trofica e
mutamenti degli habitat - per garantire una gestione realmente sostenibile
delle risorse alieutiche.
Una
conferma arriva dalla Sardegna, dove nello stagno di
S'Ena Arrubia, ad Arborea (Or), e' in corso una moria di pesci i cui danni sono
ancora in fase di quantificazione. Per contenere l'emergenza e' stato necessario
aprire la peschiera e favorire il ricambio delle acque con quelle del mare, con
la conseguenza che ai pesci morti si sono aggiunti quelli fuoriusciti verso il
mare aperto. Una prima segnalazione inviata alla Regione stima il danno in
circa 150mila euro, ma la stagione produttiva dell'impianto e' considerata
compromessa.
Emilia-Romagna:
colture ferme, costi di irrigazione alle stelle. Nel Ravennate le cooperative segnalano un quadro di forte
stress idrico dopo l'eccezionale ondata di calore che ha investito l'Europa. I
costi di irrigazione sono aumentati fino al 30% e cresce la preoccupazione per
i livelli del fiume Po, da cui dipende gran parte del sistema irriguo del
territorio. Le colture, pur irrigate, faticano a svilupparsi: per le pesche si
stimano riduzioni produttive fino al 30%, mentre soffrono anche pomodoro, mais,
soia, sorgo e barbabietola da zucchero. Le cooperative stanno rispondendo con
strumenti di agricoltura di precisione - centraline meteo, sensori di umidità,
irrigazione notturna e piattaforme digitali - per ottimizzare i consumi
d'acqua, ma restano forti i timori che alle ondate di calore possano seguire,
come già accaduto in passato, grandinate e trombe d'aria.
Per
quanto riguarda la frutta, le alte temperature avranno un impatto sulla
quantità prodotta. Ad oggi, per le produzioni fino al 15 di agosto, si prevede
una riduzione di peso del 10% e un impatto sui calibri e quindi sulle
dimensioni dei frutti. Naturalmente questo si rifletterà positivamente sul
livello qualitativo.
Piemonte:
il maltempo colpisce l'Alessandrino. Nel
fine settimana un'ondata di maltempo si e' abbattuta su alcune cittadine
dell'Alessandrino, danneggiando in modo severo le colture di diverse aziende
agricole del territorio. L'episodio conferma come, dopo le fasi di caldo
estremo, il rischio di fenomeni violenti e localizzati sia sempre più concreto
anche in aree normalmente meno esposte a questo tipo di eventi.
Sicilia:
agricoltori in agitazione a Naro, permangono le fragilità strutturali Nel territorio di Naro (Agrigento) i produttori sono in
stato di agitazione per gli effetti della crisi idrica e dei cambiamenti
climatici sull'agricoltura siciliana. La prossima settimana sono attese
temperature oltre i 40 gradi, che rischiano di condizionare l'intera stagione
produttiva. Il quadro regionale nel 2026 mostra un parziale miglioramento della
disponibilità idrica rispetto al biennio 2023-2025, grazie alle abbondanti
precipitazioni invernali e primaverili che hanno consentito un recupero dei livelli
degli invasi artificiali dopo una delle più gravi crisi idriche degli ultimi
decenni. Le riserve destinate all'uso irriguo sono tornate su valori più
favorevoli, riducendo il rischio di razionamenti generalizzati nella stagione
estiva. Il miglioramento, tuttavia, non ha risolto le criticità strutturali del
sistema idrico regionale, che resta uno dei principali fattori di vulnerabilità
per l'agricoltura siciliana.
Veneto:
cuneo salino e grandine mettono a rischio le coltivazioni. Nel comparto della cooperazione agroindustriale veneta
la situazione e' a macchia di leopardo. Il settore vitivinicolo e olivicolo non
segnala, al momento, particolari criticità legate alla siccità. Diverso il
quadro per l'ortofrutticolo, soprattutto nel Veronese, dove sono in difficoltà
la raccolta del pisello e della soia destinata al mercato delle bevande
vegetali; il fagiolo borlotto e' in fase di semina e i suoi esiti sono ancora da
verificare. Per il pomodoro la situazione varia molto da zona a zona: dove non
si sono verificate grandinate le colture procedono bene, mentre in alcune aree
la grandine ha causato perdite del raccolto fino all'80%. Sul fronte cerealicolo,
il primo mais seminato ha beneficiato delle piogge e si presenta in buone
condizioni, ma cresce la preoccupazione per le semine in corso,
penalizzate sia dalla siccità sia dalla scarsità d'acqua. Una criticità
particolare riguarda il cosiddetto cuneo salino: la risalita di acqua salata
nei principali fiumi veneti - Po, Piave, Brenta, Adige e Sile -sta
compromettendo le possibilità di irrigazione in questo periodo. I consorzi di
bonifica sono fortemente impegnati per contenere il fenomeno, ma la
disponibilità d'acqua resta scarsa.