PAC, MARETTI: LA PRESA DI POSIZIONE DEL PPE E' UNA NOTIZIA POSITIVA CHE CAMBIA LA PROSPETTIVA E SI VA NELLA DIREZIONE GIUSTA

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24 ottobre 2026

Sulla Pac il Ppe mette in discussione il sostegno ai piani nazionali: "Servono garanzie vincolanti sul bilancio agricolo"

 

  • Il gruppo di lavoro del Partito popolare europeo nella commissione Agricoltura del Parlamento europeo chiede un obiettivo rurale definito e l'assegnazione certa di 45 miliardi di euro per la Politica agricola comune.
  • Cristian Maretti (presidente Legacoop Agroalimentare): "Una notizia positiva che gratifica il lavoro delle organizzazioni cooperative e agricole. Questa posizione cambia la prospettiva sulla Pac".

 

ROMA, 24 ottobre 2026 - La futura Politica agricola comune (Pac) entra in una nuova fase del confronto europeo sul bilancio dell'Unione. Il gruppo di lavoro del Partito popolare europeo (Ppe) nella commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha annunciato che ritirerà il proprio sostegno alla proposta dei piani di partenariato nazionali e regionali se non saranno accolte le richieste di garanzie finanziarie per il settore agricolo e le aree rurali.

La posizione mette in discussione l'architettura proposta per la prossima programmazione europea, che colloca la Pac all'interno del regolamento quadro dei piani di partenariato nazionali e regionali. Il sostegno del Ppe, inizialmente subordinato a precise garanzie per il bilancio agricolo, viene ora legato a impegni finanziari formalizzati e vincolanti.

Al centro della richiesta ci sono due questioni: la definizione di un obiettivo rurale chiaro e la certezza delle risorse. Il gruppo richiama la proposta di destinare alle aree rurali almeno il 10% dei fondi, contenuta nella lettera della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen del 9 novembre 2025, e la successiva indicazione, del 6 gennaio 2026, di rendere disponibili in anticipo circa 45 miliardi di euro attraverso i fondi di flessibilità esistenti a favore della Pac.

Secondo il Ppe, ne' la Commissione ne' il Consiglio hanno finora tradotto questi impegni in garanzie sufficienti nell'ambito dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale. La possibilità di mobilitare risorse, sottolinea il gruppo, non equivale a uno stanziamento certo per l'agricoltura. Da qui la richiesta di un obiettivo rurale meglio definito, con indicazioni chiare sugli interventi destinati agli agricoltori e alle comunità rurali.

La presa di posizione viene accolta positivamente da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, che sottolinea il ruolo svolto dalle organizzazioni agricole e cooperative nel confronto sul futuro della politica europea.

"Questo cambia la prospettiva sulla Pac. Una notizia positiva che gratifica il lavoro delle organizzazioni cooperative e agricole dell'ultimo anno", commenta Maretti. "Una posizione che ha anche un valore fortemente democratico perche' proviene dal Parlamento europeo, che gioca un ruolo fondamentale dopo avere valutato le risultanze di Commissione e Consiglio. A questo punto l'idea del Ppe assomiglia molto a quella del gruppo Socialista democratico e quindi nel Parlamento europeo i due principali gruppi politici possono determinare un cambiamento positivo per le prospettive europee del settore agricolo". Tutto questo "si aggiunge anche a Renew Europe e crea una maggioranza in parlamento che va nella giusta direzione", evidenzia Maretti.

Per Maretti, il segnale assume un significato particolare anche sul piano istituzionale: "E' importante in un momento nel quale ci sono alcuni partiti politici europei che vorrebbero addirittura eliminare l'elezione popolare dei parlamentari europei".




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