OSTRICOLTURA, GUIDELLI: FILIERA SOSTENIBILE E COOPERAZIONE PER CONQUISTARE IL MERCATO. I NUMERI DEL SETTORE
Pesca e acquacolturaLegacoop Agroalimentare all'Italian Oyster Fest di La Spezia: l'ostricoltura italiana è pronta al salto di qualità
- Da oggi a domenica a La Spezia la quarta
edizione del festival organizzato dalla Camera di Commercio Riviere di
Liguria in collaborazione con Gal Fish Liguria, Op Mitilicoltori Spezzini
e Legacoop Liguria
- Sara Guidelli (direttrice generale Legacoop
Agroalimentare) "Filiera sostenibile
ed eccellenza cooperativa per conquistare il mercato: oltre il 95% delle
ostriche consumate in Italia viene dall'estero. Potenziare la produzione
nazionale e abbassare l'Iva al 10% per valorizzare il lavoro delle nostre
cooperative costiere"
ROMA 22 MAGGIO 2026 Legacoop Agroalimentare rinnova il suo forte legame
con l'economia del mare e lo fa con la partecipazione alla quarta edizione
dell'Italian Oyster Fest, la rassegna dedicata alle ostriche italiane in
programma da oggi a domenica lungo la Passeggiata Morin di La Spezia. L'evento,
organizzato dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria in collaborazione con
Gal Fish Liguria, Op Mitilicoltori Spezzini e Legacoop Liguria, rappresenta
l'epicentro del dibattito sul futuro dell'acquacoltura sostenibile in Italia.
La presenza di Legacoop Agroalimentare e'
suggellata dalla partecipazione della direttrice generale, Sara Guidelli,
che interverrà nei momenti di approfondimento politico ed economico del
festival per fare il punto su una filiera che unisce tradizione, innovazione e
presidio ambientale delle coste italiane. Guidelli sarà presente all'evento
clou, il convegno "Il futuro dell'ostrica italiana: identità, filiera e
riconoscimento di qualita"' che si terrà domani (sabato 23 maggio) alle 10,30 al
Pala Oyster. momento di confronto dedicato alle prospettive di sviluppo della
filiera ostricola, alla sua sostenibilità, al ruolo delle istituzioni nel
percorso di crescita. Interverrà anche il sottosegretario di Stato al Masaf Patrizio
Giacomo La Pietra.
"L'Italian Oyster Fest non e' solo una
vetrina gastronomica, ma un tavolo di lavoro strategico", dichiara Sara
Guidelli. "La nostra presenza qui dimostra quanto la cooperazione creda nel
riscatto della molluschicoltura nazionale. Oggi l'ostricoltura italiana non e'
più un esperimento, ma una realtà d'eccellenza in grado di competere sul piano
della qualità e del rispetto dell'ecosistema".
"Ci sono tuttavia due nodi cruciali da
sciogliere", prosegue Guidelli. "Il primo riguarda la fiscalità: serve ridurre
l'aliquota Iva sulle ostriche al 10% per allinearci ai principali Paesi
competitor europei, in particolare Francia, Portogallo e Spagna, e rendere il
prodotto italiano non un bene di lusso. Il secondo e' legato alla transizione
ecologica: l'ostricoltura e' una produzione doppiamente green. Le ostriche, per
formare il loro guscio, sequestrano CO2 dall'acqua (100 kg di ostriche allevate sequestrano circa 38/40 kg di
anidride carbonica)
e questo contrasta attivamente l'acidificazione dei mari. Sostenere le nostre
cooperative costiere significa, quindi, investire direttamente nella salute del
pianeta e nell'economia dei territori".
I numeri del settore: un mercato a forte
trazione estera (ma con grandi margini). Nonostante l'Italia vanti oltre 7mila
chilometri di coste e una millenaria tradizione legata all'allevamento dei
molluschi, il mercato nazionale dipende ancora fortemente dalle importazioni:
Consumi interni: Più del 95% delle ostriche che arrivano
sulle tavole italiane e' di provenienza straniera, principalmente francese e
irlandese. Gli italiani sono i secondi consumatori di ostriche in Europa.
Inoltre, il consumo complessivo nazionale e' in netta crescita, passato dalle
7mila tonnellate annue degli anni '90 alle 10mila tonnellate annue nel 2024.
La produzione nazionale: Sebbene la quota italiana nel mercato
europeo sia ancora contenuta (attorno allo 0,2% della produzione Ue, con circa
200-300 tonnellate annue), i poli produttivi cooperativi d'eccellenza -
localizzati in Liguria, Sardegna, Puglia, Emilia-Romagna e Veneto - dimostrano
che la qualità dell'ostrica made in Italy ha caratteristiche organolettiche
straordinarie.
Il potenziale economico: Lo sviluppo strutturato della filiera
potrebbe generare un mercato nazionale dal valore superiore ai 60 milioni di
euro.
Durante i tre giorni della
manifestazione, Legacoop Agroalimentare accompagnerà le realtà cooperative
espositrici, protagoniste di laboratori, masterclass culinarie e percorsi di
degustazione tesi a sfatare il mito dell'ostrica come cibo elitario e a promuoverla
come risorsa locale, sana e profondamente legata all'identità marittima del
Paese.