MARTINA DIRETTORE FAO, LEGACOOP: OPPORTUNITA' PER AGRICOLTURA ITALIANA E EUROPEA. BENE LA SCELTA EFFETTUATA DA LOLLOBRIGIDA

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23 febbraio 2026

Legacoop Agroalimentare: la candidatura di Maurizio Martina alla guida della Fao è una buona notizia per l'Italia e per l'agricoltura mondiale

 

Simone Gamberini (presidente Legacoop). "La sua candidatura rappresenta un'opportunità per rafforzare il ruolo della Fao come luogo di dialogo multilaterale e come motore di politiche capaci di coniugare produttività e responsabilità ambientale. L'agricoltura del futuro non può essere solo più efficiente: deve essere più equa, più resiliente, più inclusiva"

Cristian Maretti (presidente Legacoop Agroalimentare) "La guida della Fao richiede competenza, visione e capacità di costruire ponti. Martina porta con se' un'esperienza istituzionale solida"

 

ROMA, 23 febbraio 2026 Legacoop Agroalimentare e Legacoop accolgono con soddisfazione e sincero apprezzamento la candidatura di Maurizio Martina alla Direzione Generale della Fao, l'organizzazione delle Nazioni Unite con sede a Roma che rappresenta il cuore delle politiche globali per la sicurezza alimentare.

"In un tempo attraversato da crisi climatiche sempre più violente, da tensioni geopolitiche che mettono a rischio le catene di approvvigionamento e da disuguaglianze profonde nell'accesso al cibo, la guida della Fao richiede competenza, visione e capacità di costruire ponti. Martina porta con se' un'esperienza istituzionale solida, maturata alla guida del ministero delle Politiche Agricole e consolidata in ambito internazionale, sempre con un'attenzione costante ai temi della sostenibilità, dell'innovazione e della giustizia alimentare", sottolinea Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare.

Anche Simone Gamberini presidente di Legacoop evidenzia come "La sua candidatura rappresenta un'opportunità per rafforzare il ruolo della Fao come luogo di dialogo multilaterale e come motore di politiche capaci di coniugare produttività e responsabilità ambientale. L'agricoltura del futuro non può essere solo più efficiente: deve essere più equa, più resiliente, più inclusiva".

La cooperazione rappresenta un modello concreto e replicabile di produzione responsabile, capace di coniugare competitività, tutela del reddito degli agricoltori, coesione sociale e salvaguardia ambientale. In questo quadro, il rafforzamento del ruolo della Fao e' decisivo per promuovere sistemi alimentari più equi, resilienti e sostenibili. "La rete internazionale della cooperazione svolge un ruolo importante nel coinvolgimento del mondo rurale anche nei Paesi più poveri del Mondo. Maurizio Martina conosce molto bene la realtà della cooperazione", spiega Maretti.

Il mondo cooperativo conosce bene questa sfida. Ogni giorno "le cooperative associate - continua Gamberini - dimostrano che e' possibile generare valore economico tutelando il reddito degli agricoltori, difendendo i territori e promuovendo modelli produttivi attenti alla riduzione delle emissioni e alla salvaguardia delle risorse naturali. E' questa l'agricoltura che guarda avanti, che investe in innovazione senza perdere il legame con le comunita"'.

Per Legacoop Agroalimentare, conclude Maretti "la candidatura di Martina e' dunque una buona notizia per l'Italia e per l'intero sistema agroalimentare europeo. In un contesto globale complesso, servono leadership autorevoli e credibili, capaci di tenere insieme sviluppo, sostenibilità e coesione sociale. Per questo siamo convinti che Martina possa contribuire a valorizzare ulteriormente il ruolo della Fao come piattaforma multilaterale di dialogo e azione con politiche integrate che mettano al centro le comunità rurali". Ecco perche' "ho piacere anche di ringraziare il ministro Francesco Lollobrigida per questa proposta che consolida il suo lavoro di promozione del sistema Italia a prescindere dal colore del governo pro tempore e che va in continuità con il tavolo bipartisan dei ministri dell'agricoltura".

Con questo spirito, Legacoop Agroalimentare e Legacoop esprimono il proprio sostegno e l'auspicio che il percorso di candidatura possa raccogliere un ampio consenso internazionale, nell'interesse di un sistema alimentare mondiale più giusto e più forte.




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