VINI DEALCOLATI, MARETTI: SFIDA PER LE NOSTRE COOPERATIVE IN UN MERCATO IN CRESCITA
NotizieVini dealcolati, una sfida per il settore che adesso possono affrontare anche i produttori italiani
- Il mercato mondiale dei vini dealcolati e low
alcol vale già oltre 2,4 miliardi di dollari e si prevede raggiungerà i 3,3 miliardi
entro il 2028. In Italia
si e' passati da 8 milioni di euro nel 2021 a 55 milioni nel 2024, con
previsioni di ulteriore crescita del 60% per quest'anno.
- Cristian Maretti (presidente Legacoop
Agroalimentare) "Le nostre cantine dimostrano attenzione e capacità di
adattamento e hanno le competenze per esprimersi al meglio anche su
prodotti innovativi come questi"
ROMA, 30 dicembre 2025
- Con la pubblicazione del decreto interministeriale Mef-Masaf
si completa finalmente il quadro normativo che consente anche ai produttori
italiani di realizzare vini dealcolati e parzialmente dealcolati.
Un passaggio atteso dal settore, che apre nuove prospettive industriali e di
mercato per il comparto vitivinicolo nazionale, e in particolare per il sistema
cooperativo.
"Le cantine cooperative
hanno da tempo iniziato a guardare con attenzione crescente verso i dealcolati,
attente come sono ai cambiamenti normativi e alle dinamiche di mercato che
richiedono strategie innovative per garantire una crescita sostenibile e competitiva",
commenta Cristian Maretti, presidente di Legacoop
Agroalimentare, che sottolinea inoltre "la positività del
completamento dell'iter normativo con tutti i tasselli necessari per produrre
anche in Italia".
No o low alcol, una
tendenza in crescita. Il decreto consente ora di intercettare un segmento in forte
crescita a livello globale. Il mercato mondiale dei vini dealcolati e low alcol
vale già oltre 2,4 miliardi di dollari e si prevede
raggiungerà i 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita
annuale composto (CAGR) dell'8%. Registra tassi di sviluppo a doppia cifra,
trainato da nuovi stili di vita e da una domanda sempre più orientata a
prodotti a basso contenuto alcolico. Questo soprattutto sui mercati esteri. "Si
tratta di una pluralità di mercati del vino - osserva Maretti -che rispondono
a esigenze diverse dei consumatori. Questo segmento andrà a coprire una nuova
necessità e il made in Italy potrà dire la sua anche nel confronto internazionale".
Il mercato in Italia. Il mercato italiano
dei vini analcolici e' esploso, passando da 8 milioni di euro nel 2021 a 55
milioni nel 2024, con previsioni di ulteriore crescita del 60% per quest'anno.
"Questa nuova categoria
di vini si aggiungerà alle possibilità di scelta per le grandi occasioni, a
partire dal cenone di Capodanno e insieme ai favolosi e corposi rossi e alle
brillanti bollicine italiane contribuirà a tenere alto il nome della cucina italiana
patrimonio Unesco", mette in evidenza il presidente di Legacoop Agroalimentare.
Le cooperativa
interessate al nuovo segmento. La fotografia scattata in occasione del Vinitaly dall'Area
Studi di Legacoop Agroalimentare sulle cooperative vitivinicole
aderenti conferma un settore in movimento: se il 67% delle realtà non
ha ancora avviato produzioni dealcolate, l'11% le produce già
e un ulteriore 22% si appresta a farlo. "Sono dati che
dimostrano attenzione e capacità di adattamento - aggiunge Maretti - e le
competenze professionali presenti nelle cantine cooperative sapranno esprimersi
al meglio anche su prodotti innovativi come questi".
Nuova opportunità di
mercato.
In una fase complessa per il comparto vitivinicolo, i vini dealcolati e low
alcol possono rappresentare uno stimolo importante per avviare riflessioni più
ampie sulle diverse segmentazioni di mercato. "Non esistono soluzioni
miracolistiche valide per tutti - conclude il presidente di Legacoop
Agroalimentare. E' necessario partire dai mercati più in sofferenza e
costruire percorsi specifici che chiamano in causa anche le scelte dei
Consorzi di tutela, sia sul fronte della promozione e delle nuove modalità
di consumo, sia su quello del controllo delle produzioni. Di certo non sarà
introducendo nuove misure restrittive per il vino da tavola che si risolveranno
i problemi degli altri segmenti".
Legacoop Agroalimentare
continuerà a sostenere le cooperative nel percorso di innovazione, valorizzando
la capacità del sistema cooperativo di coniugare tradizione, qualità e risposta
ai cambiamenti del mercato.