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	<title>Legacoop Agroalimentare &#187; Cosa diciamo</title>
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		<title>LIBERALIZZAZIONI: Catania, vedo anch&#8217;io qualche gruppo d&#8217;interesse che strilla e non capisco</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso del convegno inaugurale di Fieragricola dedicato al cinquantesimo della PAC, il Ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha replicato ad alcune osservazioni del presidente della Coldiretti, Sergio Marini, a proposito del rischio che il decreto liberalizzazioni possa essere snaturato nelle parti che riguardano la filiera agroalimentare ed in particolare i contratti scritti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del convegno inaugurale di Fieragricola dedicato al cinquantesimo della PAC, il Ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha replicato ad alcune osservazioni del presidente della Coldiretti, Sergio Marini, a proposito del rischio che il decreto liberalizzazioni possa essere snaturato nelle parti che riguardano la filiera agroalimentare ed in particolare i contratti scritti e i termini di pagamento a 30 giorni. &#8220;Sono curioso anch&#8217;io di veder cosa succede, vedo anch&#8217;io qualche gruppo di interesse che strilla già e non capisco cosa ci sia da strillare&#8221;. Catania ha poi precisato che sui terreni da dismettere ci sarà un vincolo di destinazione agricola a 20 anni. &#8220;Non è tanto poco questo decreto, perché vi sono cose che non aveva fatto nessuno&#8221; anche se &#8220;ci sono molte altre cose da fare, e le dobbiamo fare insieme, soprattutto una battaglia di fondo per ricordare all&#8217;opinione pubblica cosa significa avere un sistema agricolo vivo e vitale con un presidio sul territorio&#8221;, ha concluso Catania<strong>.</strong></p>
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		<title>COOPERAZIONE: nel nordest il 29% del fatturato cooperativo agroalimentare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:19:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le 800 cooperative agricole che operano in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto registrano un fatturato di 10 miliardi di euro. In settori quali la zootecnia, il vino, i formaggi e l&#8217;ortofrutta, le imprese cooperative del nordest (il 14% del totale) generano il 29% di tutta la ricchezza della cooperazione agroalimentare nazionale, pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le 800 cooperative agricole che operano in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto registrano un fatturato di 10 miliardi di euro. In settori quali la zootecnia, il vino, i formaggi e l&#8217;ortofrutta, le imprese cooperative del nordest (il 14% del totale) generano il 29% di tutta la ricchezza della cooperazione agroalimentare nazionale, pari a 34,3 miliardi di euro (dati 2008). Se si considera anche l&#8217;Emilia Romagna, che realizza da sola il 35% del fatturato nazionale della cooperazione agroalimentare, il peso delle 4 Regioni raggiunge addirittura il 64% della ricchezza generata dalla cooperazione nel Paese. Le cifre &#8211; informa un comunicato di Fedagri &#8211; sono state rese note dall&#8217;osservatorio della cooperazione agricola, istituito al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e costituito dalle cinque organizzazioni cooperative (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci-Agrital, Unci e Unicoop), nell&#8217;ambito di un incontro svoltosi oggi nella sala convegni di Verona Mercato&#8221;. &#8220;Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia sono le principali Regioni della cooperazione lattiero-casearia, con una quota pari al 22% del fatturato cooperativo nazionale del settore. Il Veneto e il Trentino Alto Adige sono rispettivamente la prima e la terza Regione nella graduatoria delle principali Regioni della cooperazione vitivinicola. Nell&#8217;ortofrutta, significativo il peso del Trentino Alto Adige, preceduto solo dall&#8217;Emilia Romagna, leader indiscussa con il 40% del totale&#8221;. Hanno partecipato all&#8217;incontro, tra gli altri, Davide Mantovanelli, responsabile Legacoop Agroalimentare Veneto e il presidente di Fedagri Veneto Antonio Melato.</p>
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		<title>Catania, Agea eroga 340 milioni alle aziende agricole</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:16:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, con un comunicato, annuncia che &#8220;Agea erogherà entro la settimana pagamenti in sospeso per un ammontare complessivo di circa 340 milioni di euro. Di questi 331 milioni riguardano la domanda unica 2011 e saranno a favore di circa 211.446 beneficiari. Altri 9 milioni sono destinati ad aiuti alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, con un comunicato, annuncia che &#8220;Agea erogherà entro la settimana pagamenti in sospeso per un ammontare complessivo di circa 340 milioni di euro. Di questi 331 milioni riguardano la domanda unica 2011 e saranno a favore di circa 211.446 beneficiari. Altri 9 milioni sono destinati ad aiuti alla promozione nei Paesi Terzi del vino e di altri prodotti DOP e al miglioramento della qualità dell&#8217;olio e alla trasformazione dei foraggi essiccati. I produttori riceveranno gli aiuti sui propri conti correnti entro la prossima settimana.&#8221;</p>
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		<title>MIPAAF: Catania, nasce il registro delle lobby e l&#8217;unita&#8217; per la trasparenza</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa diciamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero delle Politiche agricole, primo fra i dicasteri italiani, sta per varare un provvedimento che regola i rapporti tra pubblica amministrazione e lobby. Lo ha annunciato oggi in una conferenza stampa il Ministro delle politiche agricole Mario Catania, spiegando che quello del rapporto con le lobby, in una società complessa com&#8217;è la nostra, &#8220;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero delle Politiche agricole, primo fra i dicasteri italiani, sta per varare un provvedimento che regola i rapporti tra pubblica amministrazione e lobby. Lo ha annunciato oggi in una conferenza stampa il Ministro delle politiche agricole Mario Catania, spiegando che quello del rapporto con le lobby, in una società complessa com&#8217;è la nostra, &#8220;è un tema cruciale&#8221;, trattandosi di &#8220;un terreno insidiosissimo, in cui il confine tra lecito e non lecito è molto sottile&#8221;. Peraltro, è &#8220;un problema che tende ad acuirsi&#8221; essendoci &#8220;sempre più interessi lobbystici che interagiscono con l&#8217;amministrazione&#8221;. Obiettivo del decreto ministeriale che sarà varato &#8211; ha aggiunto &#8211; è contemperare questa realtà nella massima trasparenza. A questo scopo &#8211; ha spiegato Catania &#8211; sarà istituito un registro dei lobbyisti, in cui saranno inseriti tutti coloro i quali vogliano dire la loro sulla normativa che il Ministero prepara. La definizione di lobbyisti &#8211; ha detto Catania &#8211; sarà la &#8220;più ampia possibile&#8221;. Sebbene sia evidente la &#8220;chiara differenza&#8221; tra una organizzazione agricola o della pesca e la rappresentanza di un interesse particolare, tipo quello di un&#8217;industria o di un gruppo di industrie, o anche associazioni ambientaliste e dei consumatori, &#8220;sarebbe stato estremamente difficile, dal punto di vista giuridico&#8221; separare chi avesse titolo e chi no a intervenire nella procedura. Resteranno comunque immutati i normali canali della concertazione &#8211; ha precisato &#8211; il decreto regolamenta ipotesi distinte dalla concertazione istituzionale. Sarà quindi creata un&#8217;apposita &#8220;unità per la trasparenza&#8221; all&#8217;interno del Mipaaf la quale, ogni qualvolta il ministero intenda varare leggi o regolamenti, ne darà comunicato a tutto il mondo lobbystico, dando il via ad un processo trasparente di consultazione in cui i rappresentanti di interessi potranno presentare il proprio punto di vista. Al termine della procedura, sarà messa a punto un&#8217;analisi di impatto della regolamentazione (air) che darà conto di questi contributi e renderà così evidente quali sono stati accolti e quali no. Catania ha tenuto a sottolineare &#8220;l&#8217;orgoglio&#8221; per il fatto che il Mipaaf sia stato il primo a dotarsi di questo strumento, &#8220;che immagino possa servire da modello ad altre amministrazioni&#8221;. Il Ministro ha anche precisato che l&#8217;istituzione dell&#8217;unità per la trasparenza avverrà a costo zero: eventuali collaboratori esterni al Mipaaf parteciperanno a titolo gratuito. Quella del costo zero è una condizione sine qua non in un periodo come questo di rigore finanziario, ha sottolineato. In questa nuova procedura, comunque, &#8220;i ruoli restano sempre quelli che la legislazione italiana prevede e il Ministero si riserva il diritto dovere di decidere, ma &#8211; ha concluso Catania &#8211; intende farlo nel modo più trasparente possibile e questo approccio lo consente&#8221;.</p>
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		<title>Chiantigiane: Assemblea di bilancio, nel 2011 + 4% dei volumi venduti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni Vitivinicolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa diciamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella splendida cornice della quattrocentesca Villa Granducale di Alberese, nel cuore del parco della Maremma, si è svolta l’assemblea ordinaria della cooperativa “Le Chiantigiane”.
L’esito dell’esercizio (chiuso al 31/8/2011) è stato positivo. Nonostante la crisi economica, la contrazione dei consumi e con il settore vitivinicolo in Toscana fortemente in difficoltà, si è registrato un modesto utile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nella splendida cornice della quattrocentesca Villa Granducale di Alberese, nel cuore del parco della Maremma, si è svolta l’assemblea ordinaria della cooperativa “Le Chiantigiane”.</p>
<p style="text-align: justify">L’esito dell’esercizio (chiuso al 31/8/2011) è stato positivo. Nonostante la crisi economica, la contrazione dei consumi e con il settore vitivinicolo in Toscana fortemente in difficoltà, si è registrato un modesto utile (27.500 €) consolidando il fatturato, ora a 20,7 milioni di euro ed incrementando i volumi del venduto di oltre il 4%.</p>
<p style="text-align: justify">Nella discussione sono intervenuti soci ed invitati e, tra gli altri, ha parlato Giovanni Busi presidente del Consorzio del Chianti Docg, il quale ha illustrato le iniziate in difesa della “denominazione”. Rolando Chiossi del GIV ha sottolineato le peculiarità toscane e la prolungata defaillance del Chianti Classico.</p>
<p style="text-align: justify">Gianni Luppi, Presidente nazionale di Legacoop Agroalimentare ha svolto un sostanzioso intervento nell’ottica congressuale cui è chiamata l’associazione. In particolare ha insistito sull’alleanza delle cooperative agricole per il fine dell’abbattimento dei costi e cosi remunerare adeguatamente il socio produttore. Ciò anche in funzione di resistenza al “turbo-capitalismo” ed in difesa dei valori : quelli propri della cooperazione e quelli ascrivibili al modello di stato sociale europeo.</p>
<p style="text-align: justify">Tra gli interventi degli invitati anche l’assessore di Grosseto E. Rossi , del sindaco di Castelnuovo Berardenga Bozzi, e della responsabile del settore vitivinicolo di Legacoop Agroalimentare Valentina Sourin. Ha concluso i lavori Roberto Negrini Vicepresidente di Legacoop Toscana.</p>
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		<title>C.A.C. &#8211; Sementi e api: vola in Francia il progetto sviluppato con Conapi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa diciamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Cooperativa Agricola Cesenate è stata protagonista nei giorni scorsi in Francia di un convegno internazionale sulla collaborazione tra agricoltori e apicoltori. La cooperativa di via Calcinaro ha presentato il progetto sviluppato insieme al consorzio Conapi per portare le arnie degli apicoltori nei campi dei soci che moltiplicano le piante da seme. Grazie a questa idea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cooperativa Agricola Cesenate è stata protagonista nei giorni scorsi in Francia di un convegno internazionale sulla collaborazione tra agricoltori e apicoltori. La cooperativa di via Calcinaro ha presentato il progetto sviluppato insieme al consorzio Conapi per portare le arnie degli apicoltori nei campi dei soci che moltiplicano le piante da seme. Grazie a questa idea, infatti, C.A.C. è riuscita a migliorare l’impollinazione e dunque la resa finale delle coltivazioni. L’esperienza è stata presa ad esempio a livello europeo e i primi a volerne sapere di più sono stati i cugini francesi di Mercurol, cittadina del sudest della Francia al centro di un “terroir” ad alta vocazione agricola.</p>
<p>«Più api in un campo – afferma il presidente <strong>Giovanni Piersanti </strong>– significano un raccolto più soddisfacente, specie in un settore specializzato come quello sementiero, in cui i contratti si stipulano con multinazionali asiatiche ed europee e i pagamenti sono legati a precisi parametri qualitativi per quanto riguarda la capacità germinativa del seme. Di particolare interesse per i francesi è il fatto che in Italia siamo riusciti a gestire i rapporti fra i due mondi a livello associativo</p>
<p>mentre oltralpe le relazioni sono tra singole aziende e i soggetti coinvolti sono mediamente meno strutturati».</p>
<p>Qual è il vantaggio per gli apicoltori? «In primo luogo – spiega <strong>Edmo Tersi</strong>, responsabile Qualità di C.A.C. – è economico, perché il servizio viene remunerato. Ma ci sono anche altri aspetti: gli apicoltori hanno la possibilità di dire la loro su tempi e modi dei trattamenti ai campi e accedere a “pascoli” di qualità per i loro sciami». Sul tavolo della discussione a Mercurol c’era anche il nuovo regolamento europeo sui fitofarmaci che penalizza le colture sementiere italiane rivolte alla moltiplicazione per quanto riguarda la quantità di residui ammessi e l’utilizzo di alcuni principi attivi.</p>
<p>La tappa francese fa parte di un percorso messo in piedi insieme all’organizzazione nazionale dei moltiplicatori di sementi (COAMS) per monitorare la situazione e arrivare, in tempi brevi, ad armonizzare l’applicazione del regolamento 1107/09 nella zona del Sud Europa. «Insieme ai francesi abbiamo previsto un meeting di verifica entro febbraio», spiega Tersi.</p>
<p>Alla visita oltralpe ha preso parte anche un gruppo di circa 25 soci e consiglieri, in particolar modo giovani. C.A.C. ha intrapreso da tempo un percorso di iniziative di formazione e aggiornamento che ha portato gli agricoltori associati a studiare le imprese agricole di mezzo mondo, dal Cile al Sud Africa passando per l’Europa del Nord. Nella Valle del Rodano, da Valence fino a Etoile, la delegazione ha visitato numerose imprese del territorio, confrontandosi con approcci non abituali, come una cantina che produce vino attraverso i metodi biodinamici, un coltivatore di tartufo nero e un’azienda di coltivazione di aglio da seme commerciale.</p>
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		<title>ALLEANZA COOPERATIVE ITALIANE, MARINO PRESIDENTE POLETTI E ALTIERI VICEPRESIDENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Luigi Marino, presidente di Confcooperative, da portavoce dell&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane ne diventa presidente e sara&#8217; affiancato da due copresidenti: Giuliano Poletti, presidente Legacoop e Rosario Altieri, presidente Agci&#8221;. Questa e&#8217; &#8211; rende noto un comunicato &#8211; &#8220;la prima novita&#8217; emersa dalla due giorni di lavori organizzata a Napoli dall&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane. E&#8217; stato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">&#8220;Luigi Marino, presidente di Confcooperative, da portavoce dell&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane ne diventa presidente e sara&#8217; affiancato da due copresidenti: Giuliano Poletti, presidente Legacoop e Rosario Altieri, presidente Agci&#8221;. Questa e&#8217; &#8211; rende noto un comunicato &#8211; &#8220;la prima novita&#8217; emersa dalla due giorni di lavori organizzata a Napoli dall&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane. E&#8217; stato, inoltre, costituito l&#8217;ufficio di presidenza, al quale vengono attribuiti compiti finora svolti dai presidenti delle tre organizzazioni, composto oltre che dai tre presidenti, da tre rappresentanti delle associazioni e tre responsabili esecutivi. A ciascuno saranno affidate deleghe permanenti. Confermati il &#8216;comitato esecutivo&#8217; e la &#8216;consulta&#8217;, che assume il nome di &#8216;assemblea&#8217; in quanto avra&#8217; poteri di decisione e di nomina dei dirigenti. Le prossime tappe saranno rappresentate in un primo momento dalla nascita delle alleanze settoriali e successivamente dalle alleanze territoriali. Nel corso dei lavori &#8211; informa confcooperative &#8211; sono stati oggetto di confronto e di analisi l&#8217;azione del governo e le misure per la crescita, le liberalizzazioni e le politiche del lavoro&#8221;</p>
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		<title>DL SEMPLIFICAZIONI: ORGANIZZAZIONI COOPERATIVE, PRIMO PASSO IN AVANTI PER &#8220;SBUROCRATIZZAZIONE&#8221; AGRICOLTURA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Salutiamo con favore l&#8217;arrivo di un pacchetto di articoli che alleggeriranno il peso degli oneri burocratici ed amministrativi anche per le imprese agricole. Da anni stiamo portando avanti questa istanza di &#8217;sburocratizzazione&#8217; dell&#8217;agricoltura ed oggi finalmente si sta facendo un primo importante passo in avanti. Ringraziamo per questo il Ministro dell&#8217;agricoltura Catania per esser riuscito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">&#8220;Salutiamo con favore l&#8217;arrivo di un pacchetto di articoli che alleggeriranno il peso degli oneri burocratici ed amministrativi anche per le imprese agricole. Da anni stiamo portando avanti questa istanza di &#8217;sburocratizzazione&#8217; dell&#8217;agricoltura ed oggi finalmente si sta facendo un primo importante passo in avanti. Ringraziamo per questo il Ministro dell&#8217;agricoltura Catania per esser riuscito ad inserire misure specifiche per il comparto agricolo in entrambi i decreti legge approvati in queste settimane dal governo&#8221;. Lo afferma il presidente della Fedagri-confcooperative, Maurizio Gardini, anche a nome dei presidenti di Legacoop Agroalimentare, Giovanni Luppi, e di Agci Agrital, Giampaolo Buonfiglio, in un comunicato nel quale commenta le misure contenute nel decreto legge sulle semplificazioni. &#8220;una prima grande novita&#8217; &#8211; si legge nel comunicato &#8211; e&#8217; la semplificazione delle procedure per l&#8217;accesso agli aiuti comunitari da parte delle imprese agricole, dal momento che le amministrazioni pubbliche incaricate di gestire le istanze di contributo potranno avvalersi di informazioni gestite da altri enti pubblici, quali Agea, ed acquisirle d&#8217;ufficio. Nell&#8217;ottica di una maggiore trasparenza, e&#8217; previsto anche l&#8217;obbligo per gli organismi pagatori di mettere a disposizione degli utenti procedure e circolari applicative&#8221;. &#8220;Nel pacchetto semplificazioni del governo &#8211; prosegue il comunicato &#8211; e&#8217; stata accolta anche un&#8217;altra istanza avanzata dalle organizzazioni cooperative, che riguarda lo snellimento delle procedure per le assunzioni di lavoratori stagionali ed extracomunitari, attraverso l&#8217;introduzione del principio di silenzio-assenso sulle richieste qualora i lavoratori richiedenti siano stati gia&#8217; sottoposti ai controlli previsti in materia di immigrazione&#8221;. &#8220;Positiva &#8211; conclude il comunicato &#8211; anche l&#8217;introduzione di semplificazioni alla normativa in materia di movimentazione aziendale dei rifiuti&#8221;, grazie alla quale &#8220;non verra&#8217; piu&#8217; considerata quale trasporto lo spostamento dei rifiuti effettuato dall&#8217;imprenditore agricolo dal proprio sito a quello della cooperativa agricola di cui e&#8217; socio&#8221;.</p>
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		<title>COMMISSIONE UE: ITALIA MESSA IN MORA PER MANCATA APPLICAZIONE NORME SU GABBIE PER GALLINE OVAIOLE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un comunicato della Commissione Europea informa che &#8220;in data odierna la Commissione Europea, con lettera di costituzione in mora in cui chiede informazioni, ha sollecitato il Belgio, la Bulgaria, la Grecia, la Spagna, la Francia, l&#8217;Italia, Cipro, la Lettonia, l&#8217;Ungheria, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo e la Romania ad intervenire per ovviare alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un comunicato della Commissione Europea informa che &#8220;in data odierna la Commissione Europea, con lettera di costituzione in mora in cui chiede informazioni, ha sollecitato il Belgio, la Bulgaria, la Grecia, la Spagna, la Francia, l&#8217;Italia, Cipro, la Lettonia, l&#8217;Ungheria, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo e la Romania ad intervenire per ovviare alle carenze nell&#8217;attuazione della legislazione ue relativa al benessere degli animali, e in particolare a far rispettare il divieto delle gabbie &#8216;non modificate&#8217; per le galline ovaiole che si applica a decorrere dal 1° gennaio 2012, come stabilito nella direttiva 1999/74/CE. Gli Stati Membri interessati dispongono di due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora in forza dei procedimenti di infrazione dell&#8217;UE&#8221;. Inoltre, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa quotidiana, un portavoce della Commissione ha reso noto che nell&#8217;Unione Europea sono 40 milioni le galline ovaiole ancora allevate in gabbie &#8216;non modificate&#8217;, di cui 18 milioni solo in Italia, poco meno della metà del totale di galline allevate al livello nazionale.</p>
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		<title>PE: RIFORMA PAC, COMAGRI AVVIA DIBATTITO SU PAGAMENTI DIRETTI E OCM UNICA</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione agricoltura del Parlamento Europeo ha avviato la discussione delle proposte di regolamento concernenti, nell&#8217;ambito del pacchetto di proposte legislative sulla riforma della Pac, i pagamenti diretti e l&#8217;OCM unica. La discussione &#8211; spiega un comunicato diffuso dal Parlamento Europeo &#8211; si è incentrata sulla distribuzione delle risorse comunitarie, sulla definizione di &#8220;agricoltore attivo&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione agricoltura del Parlamento Europeo ha avviato la discussione delle proposte di regolamento concernenti, nell&#8217;ambito del pacchetto di proposte legislative sulla riforma della Pac, i pagamenti diretti e l&#8217;OCM unica. La discussione &#8211; spiega un comunicato diffuso dal Parlamento Europeo &#8211; si è incentrata sulla distribuzione delle risorse comunitarie, sulla definizione di &#8220;agricoltore attivo&#8221;, sul sostegno ai giovani agricoltori, sulle previsioni relative al &#8220;greening&#8221; ed all&#8217;imposizione di un tetto agli aiuti, sul ruolo delle organizzazioni dei produttori e le regole di concorrenza e sulle quote zucchero. Il relatore del regolamento sui pagamenti diretti Luis Capoulas Santos (S&amp;D, Portogallo) ha sottolineato la necessità che la comagri raggiunga una forte posizione unitaria che possa ottenere un ampio consenso dall&#8217;assemblea plenaria. Sulla distribuzione degli aiuti diretti fra gli Stati Membri, Capoulas Santos ha detto che deve essere trovato &#8220;un nuovo equilibrio&#8221;, senza mettere &#8220;troppa pressione&#8221; gli Stati Membri. Gli Europarlamentari dei nuovi Stati, in particolare Polonia e Paesi baltici, hanno insistito sulla necessità di un abbandono immediato del sistema dei riferimenti storici, mentre quelli dei vecchi Stati Membri hanno ammonito che il nuovo sistema di distribuzione non deve avere un impatto negativo sulle loro nazioni. Secondo un eurodeputato britannico, la decisione non dovrebbe spettare alla Commissione agricoltura ed ha chiesto un parere legale alla Commissione. Sul greening le posizioni sono divise tra chi pensa che debba essere obbligatorio e chi ritiene sarebbe meglio un&#8217;impostazione su base volontaria. Per i Verdi, le norme proposte non sono sufficienti. Anche sul capping le posizioni sono divise tra chi ritiene insufficiente la proposta della Commissione Europea e chi vorrebbe fosse cancellata del tutto. Sugli agricoltori attivi diversi eurodeputati hanno sottolineato come la definizione scelta dall&#8217;Esecutivo debba essere resa più chiara. Secondo l&#8217;eurodeputato  italiano Sergio Paolo Francesco Silvestris (Ppe), la base della definizione dovrebbe essere il prodotto conferito ai mercati e non il reddito. Molti deputati hanno poi osservato che, in base alle regole proposte, i giovani agricoltori, che spesso affittano la terra, verrebbero di fatto esclusi dagli aiuti diretti. È stata anche lamentata la scarsità delle risorse per i giovani. Sulla OCM unica, la discussione si è incentrata sul ruolo delle organizzazioni dei produttori in relazione con le leggi della concorrenza, che secondo molti eurodeputati potrebbero minare l&#8217;efficacia dell&#8217;azione delle op. Infine, una eurodeputata, Iratxe García Perez (S&amp;D, Spagna), appoggiata da Capoulas Santos ha sostenuto la necessità di mantenere le quote zucchero fino al 2020, così come i diritti di impianto.</p>
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